Come in ogni paese anche a Colzate ogni anno si svolgono delle feste significative, alcune delle quali nel tempo hanno perso d’importanza ed altre invece sono state riprese e rivalutate. Quella più importate è la festa di San Patrizio che ricorre il 17 marzo, quando su ogni tavola non mancano i “carunsèi”.
Cultura popolare
Data Pubblicazione:
20 Aprile 2024
Ultimo Aggiornamento:
20 Aprile 2024 11:55
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Cultura popolare
5.1 - FESTE
Come in ogni paese anche a Colzate ogni anno si svolgono delle feste significative, alcune delle quali nel tempo hanno perso d’importanza ed altre invece sono state riprese e rivalutate. Quella più importate è la festa di San Patrizio che ricorre il 17 marzo, quando su ogni tavola non mancano i “carunsèi”. Nel corso dell’anno San Patrizio viene festeggiato pure la seconda domenica di settembre dagli abitanti di Vertova, anche se la distinzione ormai è solamente formale, essendosi estinta da tempo la diatriba tra le due comunità per l’amministrazione e il possesso del Santuario stesso. Importante per la popolazione di Colzate è pure la festa dell’Addolorata, chiamata comunemente la “Festa de la Madunina” che si svolge sempre la seconda domenica di maggio, con la solenne processione nella quale viene portato il fantoniano gruppo della Pietà attraverso le vie del paese addobbate da nastri e festoni. La festa di San Maurizio, il 22 settembre, un tempo poco sentita, è invece stata rivalutata negli ultimi anni con varie iniziative religiose e sportive tra cui la “Camminata di San Maurizio”. Più sentita nel passato ed oggi praticamente non più in auge è quella del 20 gennaio, la festa di San Sebastiano, compatrono del paese. Praticamente scomparsa da tempo è la sagra della seconda domenica di ottobre (che più anticamente ancora si teneva la quarta) dedicata alla Madonna del Rosario, o Madonna delle pere perchè in quel periodo “si potevano raccogliere tantissime pere, quelle verdi, piccole piccole. Insomma i piröle”. Da alcuni anni inoltre, verso la metà di luglio, vari gruppi organizzano una settimana di manifestazioni sportive, ricreative e culturali con ristoro serale, denominata “Colzate in Festa” . Nella stagione estiva viene pure organizzato il “Palio delle Contrade” con giochi e gare tra le varie contrade del paese, contraddistinte da diversi colori.
5.2 - TRADIZIONI
La tradizione vuole che il Santuario di San Patrizio sia stato costruito nel 1166 (allora si trattava di una semplice Tribulina) da alcuni soldati inglesi che, rifiugiatisi a Colzate, scamparono ai soldati del Barbarossa mentre erano a Vertova per comprare dei panni. Durante la festa di San Patrizio del 17 marzo fino verso la prima guerra mondiale, venivano benedette e distribuite delle michette biscottate a forma di rosetta, con l’effigie del Santo. Erano chiamate “il pane dei miracoli”. Venivano cotte in un rudimentale forno a legna, visibile vicino alla roccia e caratterizzato da numerose finestrelle. La sera della vigilia del giorno di San Patrizio, i fedeli di Colzate da anni ormai, partecipano ad una fiaccolata di preghiera con partenza dalla Parrocchiale e arrivo al Santuario.
5.3 - LEGGENDE
Il pozzo di San Patrizio è legato alla leggenda del “Purgatorio” di San Patrizio. Così Vittorio Martinelli racconta nel suo libro su Fiorano (1971): “Narra la leggenda che mentre San Patrizio si trovava in Irlanda a predicare, dopo molti digiuni e orazioni, ebbe da Dio il comando di tracciare un cerchio col suo bastone. La terra si aprì e apparve un grandissimo e profondissimo pozzo; poi, per divina rivelazione, San Patrizio seppe che qualunque persona vi fosse entrata e vi fosse stata un dì e una notte (veramente pentita e armata della divina Fede) sarebbe stata purgata da tutti i suoi peccati”. Legata invece alla “Tribulina del Córen” nei pressi di Rezzo è una singolare storia così narrata da Albino Poli da Bondo: “Eravamo al tempo del dominio astro-ungarico. I giovani che venivano reclutati nell’armata imperiale dovevano fare una ferma di almeno dieci anni. Un giovane di Bondo, precettato, non volle rispondere alla chiamata, anche perchè se l’intendeva con i carbonari. Allora la gendarmeria di Vertova mise sulla sua testa una forte taglia. La caccia fu spietata: scoperto per una spiata, il giovane fu ucciso a colpi di archibugio. Quel poco tempo che gli rimase prima di morire lo dedicò al perdono: perdonò il suo delatore e fece promettere ai suoi cari che non avrebbero covato vendetta. Sulla strada dove morì, sorse una piccola santella e – fatto prodigioso – nel punto dove giacque la neve si sciolse prestissimo, a forma di uomo disteso, rimanendo alta altrove”. La “Tribulina di Mórcc di Salècc” invece è legata ad un evento prodigioso, collocato nel 1631 al tempo della terribile peste, che a Colzate fece 190 morti su 375 abitanti. La peste sarebbe cessata improvvisamente nel luglio 1631, secondo un’antica “istoria”: “quando improvvisamente, in un torrido giorno, si formò un enorme temporale, l’acqua inondò il paese e ci fu anche una prodigiosa nevicata. Ebbene, dopo quel singolare fatto, non si registrò più a Colzate alcun caso di peste”.
5.4 - ANEDDOTI
Legati alla figura del Missionario Salesiano Poli Bortolo da Bondo, due aneddoti vengono così narrati ancora da Albino Poli: “Una volta, mentre trasportava un pesante baule, uno studente lo canzonava, il buon Bortolo, sorridendo, prese quel giovane, lo legò sopra il baule e, caricatosi il tutto, lo portò per un’ora a girare tutto il collegio” e “Una volta attraversando a cavallo una vasta zona deserta, fu assalito da un branco di maiali selvatici, ne afferrò uno e cominciò ad usarlo a modo di clava contro gli altri che lo volevano azzannare, finchè sconfitti si allontanarono”.
5.5 - DETTI POPOLARI
Tra i detti popolari che si riportano, quattro si riferiscono al Santuario di San Patrizio e due al giorno di San Sebastiano. - Fónd come ’l póss de San Patrésse (trad.: Profondo come il pozzo di San Patrizio). - Chi fà ü gir intùren a San Patrésse a l’ pèrd töcc i ésse (trad.: Chi fa un giro attorno a San Patrizio perde tutti i vizi). - San Patrésse de Colgiàt chi de Èrfa i l’à robàt chi de Casnìgh i l’à ölìt e chi de Bónd i l’à godìt. (trad.: San Patrizio di Colzate / quelli di Vertova l’hanno rubato / quelli di Casnigo l’hanno voluto / e quelli di Bondo l’hanno goduto). - San Patrizze de Colgiàt chi de Èrfa i l’à robàt chi de Smut i l’à tradìt chi de Casnìgh i l’à benedìt, San Patrizze ’n paradìs! (trad.: San Patrizio di Colzate / quelli di Vertova l’hanno rubato / quelli di Semonte l’hanno tradito / quelli di Casnigo l’hanno benedetto, San Patrizio in paradiso!). - Sant Bas-cià, la fèsta di sèt binchète (trad.: San Sebastiano, la festa dei sette panciotti). - Sant Bas-cià, la viöla in d’i mà (trad.: San Sebastiano, la viola nelle mani).
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Apr/24
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