Se nel capoluogo sono visibili ancora alcune costruzioni con ampie logge (“le ciodére”, le case dove si fabbricavano i panni) e antichi caseggiati in pietra, a Bondo e a Barbata i segni dell’arte del passato sono soprattutto legati all’arte rustica: qui si possono infatti ancora scoprire loggiati in legno, portali in pietra, fontane, affreschi sui muri esterni delle abitazioni, segni di antiche meridiane, cisterne, resti di calchere, roccoli, canalizzazioni con pietre incastonate (i alècc), muretti a secco.
Architettura
Data Pubblicazione:
20 Aprile 2024
Ultimo Aggiornamento:
20 Aprile 2024 11:53
Contenuto
Architettura
3.1 - CIVILE
Se nel capoluogo sono visibili ancora alcune costruzioni con ampie logge (“le ciodére”, le case dove si fabbricavano i panni) e antichi caseggiati in pietra, a Bondo e a Barbata i segni dell’arte del passato sono soprattutto legati all’arte rustica: qui si possono infatti ancora scoprire loggiati in legno, portali in pietra, fontane, affreschi sui muri esterni delle abitazioni, segni di antiche meridiane, cisterne, resti di calchere, roccoli, canalizzazioni con pietre incastonate (i alècc), muretti a secco. Altamente simbolico a questo proposito rimane sempre il lavatoio coperto di Bondo. Inutile dire che il territorio è comunque tutto costellato di numerosi cascinali e di baite, ognuna identificata dal proprio nome rigorosamente in dialetto, per lo più legato al toponimo del luogo o al nome o soprannome del proprietario. Citarne qualcuna vorrebbe dire fare un torto a tante altre che rimarrebbero escluse. Il territorio del Comune di Colzate è stato recentemente ispezionato e si sono operati interventi di bonifica con imbragature in rete metallica in vari punti e la costruzione di opportune canalizzazioni.
3.2 - RELIGIOSA
Monumento simbolo di Colzate è senza dubbio il Santuario di San Patrizio, considerato pure uno dei principali monumenti architettonici della bergamasca, arroccato in posizione panoramica su uno sperone di roccia a 620 m. di altitudine. Il nucleo più antico (il Sacello) risale al XIV secolo. Fu ampliato poi nel XV secolo (oratorio quattrocentesco), nel XVI – XVII (Chiesa grande), nel XVIII (portico perimetrale). Proprio su tutto il perimetro del portico corre un colonnato in archi romanici di linea claustrale: è senza dubbio la parte più vistosa che dà il tono d’ambiente al complesso. Nel santuario piccolo sono conservati degli affreschi votivi del XV e XVI secolo tra cui una splendida natività e una crocifissione venuta alla luce nei restauri del 1986. Il santuario grande invece conserva un ciclo pittorico di Paolo Cavagna nel vano presbiteriale, affreschi del XVII secolo (ciclo degli apostoli) e del secolo XVIII (storie di San Patrizio). Sull’arco trionfale si può ora ammirare una vistosa annunciazione venuta alla luce nei recenti restauri del 1999. Presso la Chiesa c’è una specie di pozzo, una forra, che la tradizione ha denominato “Pozzo di San Patrizio” oggi ricoperta per evitare pericoli ai visitatori. Dal sottotetto, ultimamente ristrutturato (2005), si sono ricavati dei locali per riunioni, ritiri ed altro. Più dettagliate informazioni su questo complesso architettonico si possono comunque trovare nel volume di don Pino Gusmini. Sicuramente di origine medioevale, nata forse come tempietto nel 1001 dopo la grande paura per la fine del mondo, è anche la Chiesa parrocchiale di Colzate, ora in stile barocco, dedicata a San Maurizio, ampliata nel 1500 e restaurata nel 1901 e 1968. È qui conservata una Pietà datata 1740 ed attribuita ad Andrea Fantoni, comunemente appellata “la Madunina”. Sono conservati alcuni pregevoli affreschi del ‘500 e un Battesimo di Gesù del vertovese Gian Battista Paganessi. L’altare è stato scolpito da F.Guidotti nel 1970. Molto bello è il piccolo campanile che si innalza accanto ad un caratteristico portichetto. La Parrocchiale di Bondo è invece dedicata a San Bernardino da Siena. È stata costruita nel 1630 a ricordo del passaggio del Santo in quella terra. È stata ampliata al termine dell’800. Sono presenti affreschi del Brighenti e delle due pale centrali una è attribuita a Saverio della Rosa. Quest’ultima si trovava prima nella chiesetta di Barbata, da dove, rubata e poi ritrovata sotto una panchina a Colzate venne sistemata appunto nella chiesa più sicura di Bondo. La Chiesa di Barbata invece è dedicata alla Madonna della Mercede e risale al XVI secolo, ad opera dei Trinitari della Mercede che colà svolgevano la loro opera istruttiva e di emancipazione sociale. È posta in posizione panoramica e dal suo piccolo sagrato si possono ammirare diverse cime delle Prealpi Orobiche e la sottostante Valle del Riso. L’attuale campaniletto pare datato 1500, mentre la chiesetta, costruita su una precedente cappelletta, con annesso alloggio, porta la data del 1571.
Il territorio di Colzate è poi ricco di Santelle e Tribuline appartenenti ai secoli XVI, XVII e XVIII secolo. Tra le più conosciute citiamo: “la Tribülina d’Sceradèl” o di “Falècc” sulla mulattiera che dal paese sale al Santuario dedicata alla Madonna del Buon Consiglio e ristrutturata nel 1985 , “la Tribülina di Lömaghe” pochi metri dopo il Santuario sulla strada per Bondo, “la Tribülina” lungo la strada tra Bondo e Barbata, “la Tribülina d’la cà d’l’Adàm” oltre la chiesa di Barbata sulla strada per le Tre Stalle, “la Tribülina del Córen” nei pressi di Rezzo, “la tribulina in font ai prac “ e quella “ de Unì”.Tutte sono state oggetto di interventi di manutenzione e restauro grazie alla disponibilità di privati, volontari e del Gr. Alpini del paese. Non bisogna però dimenticare le due cappellette presenti sul territorio del capoluogo: quella in località Pisonda a nord del territorio e quella più a sud-est nota col nome de “I Mórcc di Salècc”, legata ai morti della peste del 1630 e a un singolare racconto degli eventi prodigiosi.
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Apr/24
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